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Il Progetto Week End di autonomia negli appartamenti domotici dell’Azienda USL di Bologna
Gli appartamenti domotici del Polo Tecnologico Regionale per le Disabilità ‘Corte Roncati’ aprono le loro porte e diventano vere e proprie case da abitare per ragazzi con disabilità.
Gli appartamenti, inizialmente concepiti e realizzati come laboratorio sperimentale di soluzioni abitative ad alta accessibilità, ora diventano anche luoghi in cui le persone disabili sperimentano direttamente momenti di vita quotidiana in maniera più autonoma e, al tempo stesso, forniscono preziosi contributi al miglioramento dei servizi presenti e alla progettazione di nuove soluzioni domotiche.
Con un unico telecomando attivabile con la voce si può gestire tutta la casa, ad esempio per accendere la tv o aprire le finestre e utilizzare gli altri dispositivi elettronici. I ragazzi, vivono in coppia per ogni appartamento, supportati dalla presenza di educatori dell’Azienda USL.
Gli appartamenti, uno di 80 metri quadrati e l’altro di 50, sono stati realizzati nel 2007 e fino ad oggi svolgevano una funzione più che altro dimostrativa: chi era interessato a queste tecnologie di adattamento degli interni, poteva visitarli e osservare da vicino cosa si studia e realizza all’interno di Corte Roncati. L’area “offre soluzioni ad una serie di esigenze delle persone con disabilità di qualunque età” ha spiegato, durante l’inaugurazione degli appartamenti, il responsabile Claudio Bitelli: “grazie al lavoro di una equipe multidisciplinare, composta da educatori, psicologi, operatori sociali, fisioterapisti, ingegneri, architetti e tecnici”. All’interno c’è inoltre una mostra permanente di oltre 300 metri quadrati, che raccoglie centinaia di strumenti e ausili a disposizione delle persone con disabilità. L’idea guida di tutte le attività, continua Bitelli, “è considerare la disabilità una condizione di vita, più che una patologia o una sindrome…”. Da ciò “deriva l’esigenza di affiancare alla diagnosi clinica la valutazione funzionale delle abilità nei contesti reali della vita quotidiana”. In poche parole un percorso riabilitativo che non riguarda solo la singola persona, ma anche il contesto in cui è inserita.

Quarta Conferenza Nazionale sulla Disabilità
Nei giorni del 12 e 13 luglio si è svolta a Bologna la quarta Conferenza Nazionale sulla Disabilità, appuntamento biennale in cui il governo italiano si confronta con la società per raccogliere elementi sulla base dei quali costruire un piano d‘azione per i successivi 2 anni: quest’anno la scelta di Bologna (al centro di una rete nazionale di comunicazione) ha consentito la partecipazione a più di 800 delegati di istituzioni, associazioni ed enti che operano nel campo della disabilità, oltre ovviamente a persone con disabilità e famiglie, che però sono una minoranza.
AIAS Bologna onlus ha dato il proprio contributo anche nella fase di organizzazione dell’evento, collaborando con il Comune di Bologna sia per gli eventi collaterali (visita a Corte Roncati), sia per la valutazione di accessibilità del Palacongressi. Durante la conferenza AIAS ha allestito uno stand e ha presentato fra gli altri anche il progetto ATLEC, distribuendo materiale e informazioni. Lo stand è stato visitato da numerosi convegnisti.
Venendo ai contenuti del lavoro della Conferenza, i 6 gruppi di lavoro si sono basati su un documento elaborato dall’Osservatorio Nazionale sulle Disabilità: un documento di grande spessore, totalmente basato sulla Convenzione ONU, la quale è stata lo sfondo integratore della Conferenza. Alcuni gruppi sono stati più efficaci, con dibattito e interventi della platea, altri invece hanno dato meno spazio al dibattito dei presenti. Come Ausilioteca abbiamo avuto operatori esperti in tutti i gruppi di lavoro e siamo riusciti a portare un contributo attivo in 4 gruppi su 6.
Si è respirato comunque un clima di impegno e collaborazione non formali, ma sostanziali. Del governo ha fatto la parte del leone la vice-ministro del Welfare Cecilia Guerra, che ha presenziato alle due giornate. Si è parlato molto della necessità di superare il riconoscimento della disabilità basato sulla percentuale di invalidità lavorativa (così come è ancora oggi in Italia) per andare verso una descrizione globale del “funzionamento” della persona nel suo ambiente di vita, secondo la classificazione ICF dell’Organizzazione Mondiale della Sanità; si è parlato del tema del lavoro e della scuola, della necessità di arrivare ad una vera visione integrata socio-sanitaria nella messa in campo di servizi e provvidenze economiche (servono Livelli di Assistenza Socio-Sanitari, il rinnovo dei LEA, …).
Da molti gruppi di lavoro è emersa la necessità rinnovo del Nomenclatore Tariffario degli ausili; è stato riportato nelle conclusioni la necessità esplicita e irrimandabile di rinnovare il NT e di riconoscere i Centri Ausili.
Le indicazioni della Convenzione ONU sono state riconosciute come centrali per l’azione futura del governo rispetto ai temi dell’integrazione scolastica, dell’accessibilità, la mobilità, il lavoro; il ruolo dei centri ausili è inoltre emerso come importante per la formazione degli operatori, per il supporto alla scelta degli ausili e per la formazione delle persone con disabilità. Si è parlato molto anche della carenza di risorse, con sufficiente realismo.

Terzo Forum Metropolitano per definire le linee strategiche di Bologna 2021
Martedì 9 luglio si è tenuto a Bologna, nella bella sede di Palazzo Re Enzo, il Terzo Forum Metropolitano, evento conclusivo della prima fase del PSM, Piano Strategico Metropolitano, un bel percorso partecipato per definire alcune linee strategiche che permettano all’area metropolitana di Bologna di cogliere e superare le sfide che la porteranno al 2021.
Durante il Terzo Forum Metropolitano è stato firmato il Patto Metropolitano da tutti i membri del Comitato Promotore che si riconoscono nei 66 progetti, elementi caratterizzanti le strategie del PSM.
I progetti sottoscritti sono il risultato della rielaborazione e articolazione delle idee progettuali, che sono state inizialmente presentate dai vari attori pubblici e privati che hanno deciso di partecipare a questo percorso.
I progetti sono articolati in questi quattro filoni:
- INNOVAZIONE E SVILUPPO
- BENESSERE E COESIONE SOCIALE
- CONOSCENZA, EDUCAZIONE E CULTURA
- AMBIENTE, ASSETTI URBANI E MOBILITÁ
AIAS Bologna onlus ha partecipato al percorso del PSM fin dalle fasi iniziali, portando avanti nei progetti presentati e nel loro successivo accorpamento con altri ed evoluzione, le tematiche dell’autonomia e della piena inclusione nella società per le persone con disabilità, compreso il pieno accesso alle ICT e ai servizi ad esse correlati.

