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La necessità di formazione di base in ICT AT per persone con disabilità

Intervista con Karel van Isacker rispetto al tema della formazione in ICT AT per persone con disabilità. Ciò è reso possibile dalla disponibilità di materiali gratuiti elaborati nell’ambito dei progetti ViPi e ATLEC. Questo video è stato realizzato nell’ambito del progetto Web 2LLP (http://web2llp.eu). Le ricerche svolte in Europa nell’ambito dei progetti ACCESSIBLE, AEGIS (7° programma quadro) e KA3 ImPaCT su oltre 1000 utenti finali e specialisti in tecnologie assistive (AT) hanno evidenziato che la formazione è la principale barriera per l’utilizzo dell’AT da parte degli utilizzatori finali. Questa mancanza di formazione è riconosciuta, di conseguenza, anche come il principale ostacolo per l’occupazione. Sebbene ci siano iniziative a livello europeo quali EASTIN (www.eastin.info) che già raccolgono (anche se parzialmente) banche dati sull’AT, nella realtà dei fatti la formazione in ICT AT è ancora lacunosa o non va incontro ai bisogni reali degli utilizzatori finali. Nonostante ci siano varie iniziative sull’AT in tutta Europa quali ATVET (Inghilterra), Blind people in Qualification (Austria), IMPACT, Keeping Pace with Assistive Technology (Italia), esse fanno riferimento soprattutto alla formazione di formatori e professionisti che lavorano con persone con disabilità ma non ai reali beneficiari, cioè le persone stesse con disabilità che di fatto non conoscono le tecnologie ICT AT esistenti. ATLEC si propone di colmare questo vuoto e intende focalizzarsi sulla formazione di specifiche abilità basate sui bisogni individuali e lavorativi delle persone con disabilità, creando nel contempo anche la figura del formatore in ICT AT. La grande novità è rappresentata dunque dall’approccio basato sulla centralità dell’utente e dalla personalizzazione del curriculum e dei materiali sulla base dei bisogni dei discenti, insieme all’implementazione di strumenti tecnologici di apprendimento basati su dispositivi portatili (tablet, smartphone) integrati da strumenti di guida e supporto come valore aggiunto del servizio formativo sviluppato nel progetto ATLEC. Innovative saranno anche le metodologie pedagogiche, che sfrutteranno anche forme di apprendimento condiviso fra gli utenti (con metodiche F2F), attraverso moduli di apprendimento/formazione pienamente accessibili e rispondenti agli standard WCAG2.0; essi saranno così facilmente interscambiabili con altre iniziative formative. Tutti i moduli, i materiali e le applicazioni sviluppati in ATLEC saranno inoltre resi disponibili sulla piattaforma che il progetto ViPi coordinato da PhoenixKM, lancerà nel 2012. Formare utilizzatori finali all’uso appropriato di tecnologie basate sull’AT significa anche insegnare loro nuove abilità, competenze digitali, “apprendere ad apprendere” (competenze chiave), aumentare la loro autostima, la loro adattabilità/flessibilità, la loro attitudine positiva nell’assumersi dei rischi e l’accesso a un contesto lavorativo per larga parte altrimenti inaccessibile dal punto di vista fisico, tecnologico e attitudinale. Oltre a fornire le competenze e le conoscenze sull’uso di ICT AT e su cosa è in particolare più adatto alla propria specifica disabilità, verrà predisposta una procedura di tutoraggio all’interno di luoghi di lavoro in Belgio e Grecia per collegare direttamente le conoscenze e le abilità acquisite con la pratica, interfacciandosi con la realtà del contesto lavorativo. Infine, ma non meno importante, il profilo lavorativo del formatore in ICT AT e la qualifica della persona disabile che da disoccupata e priva di qualifiche diventa formatrice qualificata, contribuisce ad aumentare l’autostima, la sicurezza di sé e a creare un accesso più facile al mercato del lavoro così come a creare nuove opportunità lavorative per le persone con disabilità. Nel lungo termine ciò ridurrà i costi in termini socio economici.